Durante i miei quattro mesi in Asia centrale ho attraversato tutto il Kazakistan da ovest a est, e finalmente posso mostrarti il mio itinerario in Kazakistan di due settimane, pensato per chi viaggia in autonomia e vuole vedere il meglio senza correre. Che tu arrivi dalla Russia come ho fatto io, o atterri direttamente ad Almaty, questo itinerario è facile da adattare. Ti spiego tappa per tappa dove andare, quanti giorni fermarti e come spostarti (spoiler: treni, tanti treni).
Viaggio in Kazakistan: Itinerario di 2 settimane
L’itinerario in Kazakistan di due settimane può cambiare parecchio in base alla città di arrivo e partenza. Io, per esempio, sono entrata via terra dalla Russia e ho iniziato da Atyrau, ma non è una tappa che ha senso includere in un itinerario più tradizionale.
L’idea vincente, a mio parere, è volare su Astana e ripartire da Almaty (o viceversa): ti risparmi ore e ore di treno e riesci a vedere le tappe più interessanti con calma.
Ecco lo schema del mio itinerario:
- Giorno 1: Atyrau (solo se arrivi via terra dalla Russia)
- Giorno 2: Viaggio in treno da Atyrau a Turkistan (circa 27 ore)
- Giorno 3-5: Turkistan e Shymkent
- Giorno 6: Viaggio in treno da Turkistan o Shymkent ad Astana (circa 30 ore)
- Giorno 7-9: Astana + treno notturno da Astana ad Almaty (circa 14/17 ore)
- Giorno 10-13: Almaty e dintorni
- Giorno 14: Rientro in Italia o proseguimento verso il Kirghizistan
Come puoi vedere, il mio itinerario prevede tutti gli spostamenti in treno, come un vero local. Viaggiare in treno in Kazakistan non è solo il modo più economico ed ecologico per spostarsi. È un’esperienza vera: si sta con la gente, si vede la vita scorrere fuori dal finestrino e si impara a rallentare davvero. Non stai solo andando da A a B, stai vivendo il viaggio.
Se l’idea di viaggiare in treno non ti affascina, puoi sempre noleggiare un’auto e viaggiare senza vincoli di orari e stazioni ◡̈
Turkistan: storia, spiritualità e atmosfere da Via della Seta

Turkistan è una delle città storiche più affascinanti di tutta l’Asia centrale. Anche se in Kazakistan ci sono diversi siti archeologici sparsi qua e là, nessuno è conservato bene come Turkistan, che fu un importante centro spirituale e commerciale sulla Via della Seta.
Le sue origini risalgono addirittura al IV secolo, ma il momento di massimo splendore arriva nell’XI secolo, quando il mistico sufi Khoja Ahmed Yasawi trasforma questo piccolo insediamento (all’epoca si chiamava Yasi) in un cuore pulsante di filosofia islamica. Oltre al suo significato religioso, Turkistan divenne anche un punto strategico per i commerci tra le steppe kazake a nord e le culture persiane a sud.
Piccola curiosità: nel XVI secolo fu la capitale del Khanato kazako prima dell’arrivo dei russi. Ancora oggi, nonostante sia un po’ fuori rotta, è ancora un luogo di pellegrinaggio molto sentito: si dice che tre visite qui valgano quanto un viaggio a Mecca.
Molti preferiscono fermarsi a Shykment, un altro punto fermo di un itinerario in Kazakistan, e da qui fare un’escursione in giornata a Turkistan. A seconda dei tuoi tempi e dei tuoi interessi, potresti fare così oppure fermarti a Turkistan e fare Skymkent in giornata. Le due città si raggiungono in poco più di tre ore di treno. Ma magari hai il tempo per fermarti in entrambe le città.
Come arrivare in Turkistan
Come raggiungere Turkistan all’interno del tuo itinerario? Ma ovviamente in treno. Se hai intenzione di viaggiare su ruote, ti consiglio di raggiungere Turkistan e/o Shymkent da Almaty anziché da Astana. I treni dalla capitale non partono quotidianamente e il viaggio dura circa trenta ore, mentre da Almaty quindici. Ti lascio i possibili collegamenti con i prezzi. Ovviamente puoi anche optare per un volo interno.
- Atyrau → Turkistan: nientedimeno che 35 ore, 25€ in terza classe, 36€ in seconda classe.
- Turkistan → Shymkent (Chymkent): circa 3 ore, dai 3 agli 8€.
- Almaty → Turkistan: circa 15 ore, 13€ nella terza classe, 19€ in seconda classe.
Cosa vedere in Turkistan, dove dormire e cosa mangiare
Il Mausoleo di Khoja Ahmed Yasawi: è il motivo per cui quasi tutti arrivano fin qui. Costruito nel XIV secolo per volere di Tamerlano (Timur), questo capolavoro architettonico è uno degli esempi meglio conservati di arte islamica dell’Asia centrale. Le piastrelle blu, le cupole imponenti e i dettagli decorativi ti daranno un assaggio delle atmosfere di città come Samarcanda o Bukhara. Il mausoleo è Patrimonio dell’UNESCO e, secondo la tradizione, tre visite a Turkistan valgono quanto un pellegrinaggio a Mecca.
La Moschea sotterranea Hilvet: Nello stesso complesso del mausoleo, puoi visitare questa moschea sotterranea del XII secolo, usata da Yasawi per ritirarsi in meditazione e preghiera. È un luogo piccolo, semplice e molto suggestivo, legato alla pratica sufi della solitudine spirituale (chiamata hilvet).
Il vecchio hammam: Accanto al mausoleo c’è anche un antico bagno turco, che in passato era molto più di un luogo dove lavarsi: era un centro di vita sociale, dove le persone si incontravano, chiacchieravano e rinsaldavano i legami della comunità.
Il bazar di Turkistan: Non aspettarti un mercato storico mozzafiato, ma il bazar moderno vale comunque una visita per curiosare tra bancarelle di frutta secca, spezie, noci e cibo da strada locale come i baursak (palline di pasta fritta) o gli shashlik (spiedini di carne alla griglia). 📍 Si trova su Taukekhan Avenue, a ovest del mausoleo.
Dove (e cosa) mangiare a Turkistan
Turkistan offre qualche buon ristorante dove assaggiare la cucina kazaka tradizionale, con piatti come beshbarmak, kuyrdak, shashlik e i classici baursak fritti.
- Chaykhana Turkestan: Uno dei posti più affidabili in città per provare la cucina locale. Il menu ha le foto dei piatti, quindi anche se non parli una parola di russo o kazako, ordinare non sarà un problema.
- Astau: Si trova proprio di fronte al mausoleo di Khoja Ahmed Yasawi, quindi è comodo se ti prende fame dopo la visita. La posizione è top e anche il cibo fa la sua parte, senza troppe pretese.
Dove dormire a Turkistan
Senza ombra di dubbi da Nazar Hotel & Hostel. Struttura nuovissima ed estremamente pulita e funzionale. Lo staff è molto gentile e parla qualche parola di inglese. Si può pagare con carta; ha una bella cucina, è a 10 minuti a piedi dal Mausoleo e ha sia camerate da sei posti letto che camere private.
Visitare Shymkent: bazar, storia e vita locale autentica
Essendo il Kazakistan il Paese più sviluppato dell’Asia Centrale, non è sempre facile entrare in contatto con la sua vita tradizionale e più autentica.
Shymkent potrebbe fare eccezione, a modo suo. È una delle città più antiche del Kazakistan: già nel XII secolo era un importante caravanserraglio e centro commerciale lungo l’antica Via della Seta.
Oggi Shymkent ospita il bazar più grande del Kazakistan (e uno dei più importanti di tutta l’Asia Centrale), un meraviglioso labirinto di viuzze dove è facilissimo perdersi tra spezie, tessuti, frutta secca e street food locale. Oltre al bazar, però, non c’è molto altro da vedere in città, quindi non mi fermerei più di una notte.
Stai organizzando QUESTO VIAGGIO?
Hai già un’idea in testa ma non sai se ha senso.
Ti chiedi se i tempi reggono, se stai saltando qualcosa di importante,se stai cadendo
nelle solite trappole turistiche. Io quel viaggio l’ho già fatto, possiamo costruire il tuo insieme ◡̈
Astana: la città più bizzarra del tuo viaggio in Kazakistan

Astana è una città strana. Ma non solo per la sua architettura, per i palazzoni avveniristici o per il fatto che d’inverno rischi di congelarti le ciglia. È strana soprattutto per la sua storia, così recente da sembrare inventata. Eppure, capire quella storia è fondamentale per interpretare ciò che vedi oggi e intuire dove vuole andare a parare il Kazakistan nel prossimo futuro.
Astana è giovanissima, una vera città millennial. È nata negli anni ’90 e nel 1997 – praticamente ieri – è stata eletta capitale al posto di Almaty. Da lì è partito un piano ambiziosissimo di sviluppo economico, urbanistico e commerciale, con l’obiettivo di creare una capitale simbolo del “nuovo Kazakistan”. Quello che vuole dire dasvidania alla Russia e tendere la mano all’Europa.
Camminando per le sue strade sono rimasta a bocca aperta, pensando che tutto ciò che vedevo fosse stato costruito negli ultimi trent’anni. Palazzi, piazze, ponti, torri, centri commerciali: sembra di stare dentro una città uscita da un modellino in scala 1:1. Perfetta, lucida, precisa al millimetro. Una specie di Truman Show futuristico, con più semafori che pedoni.
Astana è una città dove si viene a vivere per lavorare. Moderna, certo. Ma non ha le vibrazioni di Almaty; la vita qui è più rigida, più istituzionale. È difficile dire se sia brutta o bella – e non credo sia questo il punto – è una città difficile da decifrare, che ti lascia con più domande che risposte.
Come arrivare ad Astana
Puoi raggiungere Astana in treno praticamente da qualsiasi città del Kazakistan. Le tratte più comuni partono da Almaty o Shymkent.
- Almaty → Astana: 15 ore, 35€ in seconda classe, 16€ la terza classe. Questa tratta, tendenzialmente, è attraversata dai treni più nuovi e moderni; nonchè più veloci rispetto quelli che collegano la parte ovest del paese.
- Shymkent / Turkistan → Astana: tra le 20 e le 25 ore, circa 30€
Dove mangiare ad Astana
Astana non sarà forse la capitale del food, ma se sai dove andare puoi mangiare bene spendendo poco, o anche solo goderti un caffè con un buon libro in mano. Ecco qualche indirizzo che vale la pena segnarsi:
📚 Eagilik Books & Coffee (Kenesary street 61/1): Un angolino perfetto se cerchi libri in inglese ad Astana o vuoi semplicemente una pausa caffè con atmosfera. Eagilik è una libreria con caffetteria che affitta e vende libri (anche sulla storia del Kazakistan, se vuoi approfondire il posto in cui ti trovi) e serve cheesecake e dolci che meritano una sosta.
🍽️ Dastarkhan (Dostyk street 12): Una tavola calda in perfetto stile post-sovietico, dove mangiare piatti russi, kazaki e dell’Asia Centrale spendendo poco. Self-service, piatti semplici ma onesti e abbondanti. Ideale per un pranzo veloce prima di tornare a esplorare i grattacieli.
🍛 Rumi (Zelthoksan 2/2): Qui saliamo un pochino di livello. Rumi è un ristorante con cucina uzbeka e mediorientale, in un ambiente curato e accogliente. Non è economico come Dastarkhan o Izbushka, ma i prezzi restano accessibili e la qualità è ottima. Se vuoi concederti una cena un po’ più ricca, è il posto giusto.
🥞 Izbushka (Khan Shatyr & Dostyk Street 1): Un must se vuoi provare il fast food russo a prezzi bassissimi. Le blini (crepes russe) sono deliziose; hanno anche ottime limonate fresche e un menù illustrato che ti aiuta a orientarti. Il nome significa “piccola capanna” in russo, e puoi trovarla sia nel food court del Khan Shatyr, sia in versione più grande e in stile mensa su Dostyk Street.
Almaty: la città più cosmopolita dell’Asia Centrale

Anche se dal 1997 Almaty non è più la capitale del Kazakistan, resta lei il vero cuore pulsante del paese. E te ne accorgi subito: se arrivi da Astana o stai per andarci, noterai ancora di più quanto siano diverse le vibes tra le due città.
Almaty è piena di caffè in stile occidentale, mercati gourmet, una marea di pub, bar fighi e una scena di birre artigianali che non ti aspetti. Io ci sono rimasta cinque giorni, ma è uno di quei posti dove potresti facilmente pensare di trasferirti per un po’.
Non aspettarti mille attrazioni da spuntare: come tutte le città del Kazakistan, anche Almaty non è fatta per il turismo classico. È una città da vivere, da girare con calma, per godersi la sua energia e i palazzoni sovietici pieni di fascino decadente.
Tra le cose che vale la pena vedere, c’è la Cattedrale di Zenkov, una chiesa ortodossa russa del 1904 diventata uno dei simboli della città; il Green Market, uno dei pochi posti dove respirare ancora l’Almaty più autentica; e ovviamente il Parco Panfilov, un bel parco pieno di alberi e storia, dedicato ai 28 soldati sovietici morti combattendo contro i nazisti – c’è anche un monumento davvero potente.
Almaty merita un bel po’ del tuo tempo, soprattutto per i suoi dintorni. Da qui puoi, infatti, organizzare escursioni al Charyn Canyon, ai laghi Kolsay e al lago Kaindy, tutte tappe che ti faranno dire ok, ne è valsa la pena.
Insomma, Almaty – e tutto quello che le sta intorno – è senza dubbio il pezzo forte di un itinerario in Kazakistan di due settimane. Se fossi in te, costruirei il viaggio proprio attorno a questa zona: è la più verde, la più varia e anche la più interessante del paese.
Viaggio in Kazakistan: itinerario di 10 giorni
Se non hai voglia di perdere giornate intere sui treni (o non sei un fan delle tratte infinite come la sottoscritta 🙃), puoi tranquillamente organizzare un itinerario più classico e comodo spostandoti in aereo. È anche la soluzione più budget-friendly se prenoti i voli interni con un po’ di anticipo. E secondo me, se il costo dei biglietti lo permette, la cosa migliore è atterrare ad Astana e ripartire da Almaty: in questo modo riesci a vivere entrambe le città principali senza dover tornare indietro.
- Giorno 1-2: Astana (Nur-Sultan)
- Giorno 3-4: Shymkent e Turkestan. Volo da Astana a Shymkent (circa 1 h 30).
- Giorno 5-7: Almaty. Volo da Shymkent ad Almaty (circa 1 h 30).
- Giorno 8-9: Charyn Canyon, laghi Kolsay e al lago Kaindy
- Giorno 10: Partenza da Almaty oppure nuovamente da Astana e rientro in Italia
Questo itinerario è perfetto per chi cerca comodità e tempi rapidi, ma sappi che è molto più “urbano”: direi un buon 80% città e solo un 20% natura. Niente treni panoramici e poche avventure fuori rotta, e nelle grandi città kazake non è sempre facile entrare davvero in contatto con la cultura locale.
Stai organizzando QUESTO VIAGGIO?
Hai già un’idea in testa ma non sai se ha senso.
Ti chiedi se i tempi reggono, se stai saltando qualcosa di importante,se stai cadendo
nelle solite trappole turistiche. Io quel viaggio l’ho già fatto, possiamo costruire il tuo insieme ◡̈
Viaggio in Kazakistan: itinerario perfetto per veri avventurosi

Il mio viaggio in Kazakistan è stato, diciamolo chiaramente, piuttosto sfigato. Normalizziamo il fatto che non tutti i viaggi vanno come ce li immaginiamo: a volte le cose girano male, punto. Io, per esempio, sono stata malata per metà del tempo e il mio mood non era certo quello giusto per riuscire a capire e vivere a fondo questo paese immenso.
Se potessi tornare indietro – o meglio, se un giorno dovessi tornare in Kazakistan (magari, chissà) – e avessi anche un po’ più di budget, questo è l’itinerario che seguirei senza pensarci due volte:
- Giorno 1-2: Astana + treno notturno per Semey
- Giorno 3-4: Semey e Poligono nucleare di Semipalatinsk
Una delle città più enigmatiche del paese. Qui potrai visitare il poligono nucleare di Semipalatinsk, un luogo che racconta in modo crudo e diretto la storia recente del Kazakistan, quando l’Unione Sovietica decise di usare questo pezzo di mondo come terreno di sperimentazione.
- Giorno 5: Rientro ad Astana e volo per Aktau
- Giorno 6-8: Aqtau + Mangystau
Da qui si scende ad Aqtäu, città affacciata sul Mar Caspio. Non aspettarti una perla sul mare: è nata come porto industriale e ha un’aria piuttosto dura. Ma la vera magia è appena fuori. Il Mangystau sembra un pianeta a parte: canyon desertici, montagne colorate, paesaggi marziani che ti lasciano senza parole.
- Giorno 9-10: Volo Aqtau → Aralsk + Lago d’Aral
Qui ti troverai davanti a uno degli scenari più surreali del Kazakistan: i relitti delle navi arrugginite nel deserto, rimasti intrappolati dove un tempo c’era acqua. È malinconico, inquietante e affascinante allo stesso tempo. Un posto unico per capire con i tuoi occhi le conseguenze di una delle più grandi catastrofi ambientali moderne.
- Giorno 11-12: Almaty
- Giorno 13: Escursioni ai laghi e Charyn Canyon
- Giorno 14: Rientro in Italia (o verso l’infinito e oltre)
Questo, per me, è l’itinerario perfetto che ti permette di vedere buona parte delle 10 migliori attrazioni del Kazakistan. Perché? Perché permette di toccare le città principali, ma anche le bellezze naturali più famose del sud, senza rinunciare a luoghi unici al mondo come il Mangistau. E in più regala uno spaccato della storia pesante e ingombrante che il Kazakistan porta sulle spalle, silenziosamente, da decenni: il poligono nucleare di Semey e il Lago d’Aral, entrambi simboli delle conseguenze devastanti delle decisioni sovietiche.
C’è però un aspetto da non sottovalutare: visitare posti come il Mangystau, il poligono di Semey o il Lago d’Aral non è economico. Non parliamo di cifre folli, ma comunque di costi che non tutti possono affrontare: in media, intorno ai 500€ per un’escursione di un giorno. E non è un capriccio degli operatori: sono tour obbligatori, perché per disposizioni statali è impossibile muoversi in autonomia in queste aree.
Ecco perché, nel mio viaggio, oltre a non essere stata bene fisicamente, ho dovuto ammettere anche un’altra cosa: il mio portafoglio non ce la faceva. Viaggiavo già da due mesi, me ne mancavano altri due, e quei 500€ mi hanno finanziato quasi tre settimane in Kirghizistan. Capisci bene perché ho preferito dire di no a un’escursione singola per poter invece vivere un intero paese in più.
4 risposte
Fenomenale! Il tuo modo di viaggiare è molto simile al mio, per cui continuerò a leggere i tuo blog!
Grazie delle informazioni super utili. Prossimo anno sperimenterò questo giro
Grazie davvero! Mi fa super piacere leggere questo commento 😊
Se senti che il modo di viaggiare ti risuona, allora sei decisamente nel posto giusto.
Quando inizierai a progettare il giro, torna pure qui a curiosare: l’idea è proprio quella di dare strumenti pratici per partire con più consapevolezza e meno ansia.
E quando sarà il momento… buon viaggio lento 🚆🌍
Grazie mille …mi hai chiarito molte cose e fatto capire che è fattibile anche in autonomia! Bellissimo blog ,modo di viaggiare e pensare molto affine al mio
Ne sono felice. Il Kazakistan assolutamente fattibile da sola e in autonomia. Facile da girare e molto sicuro ◡̈