Quasi tutti vanno in Kirghizistan per camminare in montagna. Io no – preferisco nuotare con gli squali, e non è un eufemismo. Eppure il Kirghizistan è diventato uno dei viaggi che ricordo di più, non per i trekking ma per quello che succede quando dormi in una yurta a 3000 metri, mangi con una famiglia nomade e cerchi di capire come funziona un paese dove Google Maps non serve e i trasporti partono solo quando il minibus è pieno.
Questo itinerario Kirghizistan 12 giorni fai da te è quello che ho costruito cercando – spesso invano – informazioni concrete online. Quello che non ho trovato da nessuna parte, lo trovi qui.
Assicurazione di viaggio per il Kirghizistan
Lo so, nessuno vuole pensare all’assicurazione di viaggio quando sta sognando yurte e laghi alpini. Eppure te lo dico per esperienza diretta: il Kirghizistan è il paese dove ho toccato il fondo fisico del mio percorso da viaggiatrice. Mi sono ritrovata a fare analisi, vedere medici e passare per cliniche locali in un paese dove non si parla né italiano né inglese.
Tutto gestito dall’app di Heymondo: medici italiani raggiungibili in tempo reale, rimborsi, indicazioni su dove andare. Senza quella copertura non so come me la sarei cavata, e probabilmente non sarei tornata a casa nei tempi in cui l’ho fatto
Viaggio con Heymondo da anni, copre bene i paesi dell’Asia centrale e l’assistenza funziona davvero, anche a 3000 metri. Con il mio link hai il 10% di sconto su tutte le polizze.
Itinerario Kirghizistan 12 giorni fai da te: le tappe
Parliamoci chiaro: il Kirghizistan sulla mappa sembra piccolo, e potresti pensare che un paio di settimane siano più che sufficienti per girarlo tutto o almeno vedere “il meglio”. In realtà non è così. È un paese enorme per potenziale e con una quantità assurda di luoghi e scenari diversi da esplorare. A complicare le cose ci si mette anche la quasi totale assenza di trasporti veloci e capillari (dimenticati i treni rapidi) e una rete stradale tutt’altro che perfetta. Risultato? Gli itinerari di viaggio in Kirghizistan possibili sono decine, tutti diversi tra loro.
Quello che dovresti tenere a mente è che il Kirghizistan non è un paese da checklist turistica: niente musei imperdibili, niente ristoranti instagrammabili – anzi, diciamolo: niente ristoranti proprio –, niente chiese gotiche da fotografare o moschee monumentali da spuntare sul taccuino. In un viaggio in Kirghizistan, la vera attrazione sei tu che dormi in una yurta a 3000 metri, condividi il té salato con i nomadi e scopri un mondo che non assomiglia a nessun altro.
La maggior parte dei viaggiatori viene qui per camminare: montagne a perdita d’occhio e trekking anche di più giorni. E in effetti il Kirghizistan ha la fama di avere le montagne più facili del mondo. Quindi no, non serve essere Reinhold Messner per apprezzarlo.
Io però faccio parte di quel 10% che non sceglie il Kirghizistan per le sue montagne – preferisco nuotare con gli squali anziché camminare tra i picchi (e no, non è un eufemismo) – ma per scoprirne il lato culturale. Quello che ti propongo quindi è un itinerario in Kirghizistan di 12 giorni fai-da-te che tocca un po’ di tutto: città (pochissime), laghi alpini, villaggi e festival tradizionali.
Alla fine dell’articolo ti lascio anche qualche variante ideale per chi ama le camminate a cavallo e i trekking e un paio di tappe extra se hai più di dodici giorni a disposizione.
- Giorno 1-2: Bishkek
- Giorno 3-4: Songkull
- Giorno 5-6: meta Jolly 🃏
- Giorno 7-8: Bokonbaevo
- Giorno 9-11: Karakol
- Giorno 12: rientro a Bishkek con il treno panoramico da Balikchy
Il mio consiglio → Non fidarti troppo di Google Maps quando pianifichi il tuo itinerario in Kirghizistan. Spesso non funziona bene, ignora le reali condizioni delle strade e i tempi di percorrenza effettivi. Quello che Maps segna come un’ora, in realtà può volerci il doppio o il triplo, soprattutto tra le montagne e in mezzo alla natura. La soluzione? Maps.me. Offline, affidabile e precisa, è la tua migliore alleata per capire dove stai andando e quanto ci metterai davvero. Oltre a spirito di adattamento e improvissazione.
Stai organizzando QUESTO VIAGGIO?
Hai già un’idea in testa ma non sai se ha senso.
Ti chiedi se i tempi reggono, se stai saltando qualcosa di importante,se stai cadendo
nelle solite trappole turistiche. Io quel viaggio l’ho già fatto, possiamo costruire il tuo insieme ◡̈
Cosa vedere a Bishkek: la porta d’ingresso del Kirghizistan

Bishkek non è certo una capitale da mettere su un poster, niente cupole dorate o skyline da wow. Eppure, forse è proprio questo il bello. È nata come avamposto russo nell’Ottocento e poi si è gonfiata di cemento e statue durante l’epoca sovietica, lasciandosi dietro viali larghi, piazze monumentali e palazzoni che più grigi non possono. Oggi è un mix strano e affascinante: un po’ post-URSS, un po’ Asia centrale, con mercati rumorosi, parchi pieni di famiglie e un ritmo che all’inizio sembra lento ma che alla fine ti trascina. Non sarà la ragione per cui prendi un aereo fino in Kirghizistan, ma passarci un paio di giorni è quasi obbligatorio, ed è il modo migliore per iniziare a capire dove sei davvero capitato.
Una volta sistemata la valigia, è ora di uscire e capire davvero com’è vivere un paio di giorni a Bishkek.
A Ala-Too Square ti ritrovi nel cuore pulsante di Bishkek: la statua di Manas che domina la piazza, le fontane che spruzzano acqua nelle giornate di sole, i fiori che aggiungono colore e gli edifici sovietici imponenti tutto intorno. È il posto perfetto per respirare davvero l’atmosfera della città, soprattutto al tramonto, quando la luce rende tutto più magico e i locali escono per fare una passeggiata o sedersi sulle panchine.
Assolutamente da non perdere è l’Osh Bazaar, un’esplosione di profumi, colori e suoni che ti travolge appena metti piede. Spezie che stordiscono il naso, frutta fresca disposta in pile ordinate e fotogeniche, tessuti dai motivi tradizionali e un sacco di bancarelle dove puoi contrattare con il sorriso per un souvenir. È uno dei posti più vivi della città e ti dà subito l’idea di com’è la vita quotidiana qui.
Il mio consiglio → se dovessi scegliere una sola cosa da vedere a Bishkek, sarebbe proprio l’Osh Bazaar. Anche se ha solo qualche ora in città, cerca di dedicarla a questo mercato.
Se vuoi respirare un po’ d’aria “verde”, i parchi cittadini come Panfilov Park o Oak Park sono l’ideale: puoi sederti su una panchina, guardare i bambini giocare, osservare i locali fare jogging o chiacchierare e assaporare un momento di pausa dalla calura della città.
Amante dell’architettura sovietica e brutalista? Sei nella città giusta. Ti suggerisco di inserire nella tua passeggiata: il circo – caposaldo architettonico delle città sovietiche – anche se in stato di semiabbandono, il palazzo dei matrimoni, il cinema Ala-Too – costruito negli anni ‘60 con meravigliosi bassorilievi che celebrano la quotidianeità sovietica, il Parlamento e il mosaico dell’Università.
Per chi ama anche un po’ di cultura, non mancano spunti interessanti: il Museo delle Belle Arti mostra arte locale e sovietica, mentre il Museo Frunze-Casa di Frunze ti racconta pezzi di storia che altrimenti ti sfuggirebbero.
Se invece vuoi semplicemente osservare la città o muoversi, fai una passeggiata su Chuy Prospekt, l’arteria principale: edifici massicci, caffè locali, qualche negozietto e la possibilità di sederti a un tavolino a goderti la vita cittadina senza fretta. Poco distante, la Victory Square è perfetta per un momento riflessivo, senza troppi turisti intorno per osservare un enorme monumento in granito rosso a forma di yurta.
Infine, per chi ama l’esperienza molto molto autentica e un po’ caotica, c’è il Dordoi Bazaar fuori città: un labirinto enorme di container dove trovi davvero di tutto. Non è bello né comodo, ma è un’esperienza che non dimentichi facilmente.
Dove dormire a Bishkek
Giustamente, avrai bisogno di un posto dove dormire a Bishkek. Se non hai pretese particolari, io sono stata per oltre una settimana all’Aiva Hostel. Molto piccolo, ma pulitissimo, nuovissimo e con personale incredibilmente gentile e attento. Ci sono anche camere da due, quindi se viaggi in compagnia potrebbe essere una buona idea avere una camera esclusiva. Bagni e cucina attrezzati e più puliti, con ogni probabilità, anche del bagno di casa vostra. Pagato 10€ a notte, anche con carta e in ottima posizione.
Dove mangiare a Bishkek
La capitale kirghisa non sarà un paradiso gastronomico, ma qualche chicca interessante la nasconde. Se vuoi provare la cucina locale (anche qui) senza troppe pretese, buttati sui piccoli chaikhana, le teahouse tipiche dove trovi laghman (spaghetti tirati a mano con verdure e carne), manty (ravioloni al vapore) e l’immancabile plov.
Se invece, dopo aver mangiato carne ovunque, sogni qualcosa di diverso, a Bishkek non mancano ristoranti internazionali: dalla cucina turca alle pizzerie (neanche se mi pagassero), fino a qualche locale hipster con buon caffè e Wi-Fi veloce.
Un opzione di mezzo, simpatica e che non dovrebbe mai mancare in un viaggio, sono i mercati: all’Osh Bazaar, per esempio, puoi assaggiare frutta secca, formaggi locali e samsa appena sfornati. Non è un ristorante, ma è un modo autentico e vivace di mangiare Bishkek…magari per un pranzo veloce mentre esplori la città.
Come arrivare a Bishkek dall’aeroporto
Atterrata a Bishkek, la prima cosa da decidere è come raggiungere il centro città. Il mezzo più rapido è sicuramente il taxi. La compagnia ufficiale è la Manas Taxi, facilmente riconoscibile dalle auto brandizzate, attiva 24 ore su 24 e con conducenti che spesso parlano anche inglese. Puoi prenotare direttamente all’ufficio al primo piano dell’aeroporto o nelle sedi in città. La tariffa è fissa: 700 KGS (circa 7€) dall’aeroporto verso il centro, e tra 800 e 900 KGS per il viaggio inverso.
Se vuoi fare un po’ di vita locale, ci sono anche i minibus e gli autobus. La marshrutka 380 ti porta fino a Chuy Prospekt, nel cuore di Bishkek, per soli 70 KGS (con un piccolo sovrapprezzo di 10 KGS se hai bagagli ingombranti). Funziona dalle 6.30 alle 19.30, con partenza direttamente davanti all’aeroporto.
Un’altra alternativa comoda è GoBus, che parte dallo stesso piazzale ma sul lato opposto. Costa 200 KGS e ti lascia in punti più centrali, come piazza Ala-Too. Puoi prenotare facilmente in anticipo tramite app o chat.
Se invece vuoi comodità e pagamento rapido, ti consiglio di usare Grab. Il taxi arriva subito, il prezzo si aggira tra 9 e 10€, e puoi pagare direttamente con carta. Perfetto se vuoi partire subito senza cercare la compagnia ufficiale o contrattare sul parcheggio.
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Lago Song-Kul: come arrivare fai da te e dove dormire

Il lago Song-Kul, con le sue sponde costellate da yurte e campi nomadi, da solo vale l’intero viaggio in Kirghizistan. Ora che ho confessato il mio amore incondizionato per questo lago alpino, passiamo alle cose serie.
Voglio darti subito quella risposta che ho cercato ossessivamente per settimane mentre costruivo il mio itinerario in Kirghizistan di 12 giorni: come si arriva a Song-Kul?
Ho letto decine di blog e nessuno spiegava nel concreto come arrivarci partendo da Bishkek senza affidarsi a costosi tour operator locali. Ossia quello che hanno fatto quasi tutti i blogger italiani. Quindi eccomi qui a spiegarti esattamente come raggiungere Song-Kul fai da te.
Partendo da Bishkek, con un taxi Grab che ti costerà circa 7€, recati allo stazionamento dei bus Bishkek Avtovokzal. Sul lato sinistro del piazzale vedrai decine di marshrutka, ossia minibus da circa quindici posti, pronte a partire. Chiedi quale sia quella per Kochkor: dovrebbe essere il numero 513 e riportare un cartello con scritto Кочкор. Il viaggio dura circa 3 ore e costa 4€ a persona.
Ci sono anche i taxi condivisi, ma non saprei dirti quanto costano. Il tempo di percorrenza è probabilmente lo stesso, con il vantaggio di non dover aspettare che la marshrutka si riempia. Perché sì, questi minivan partono solo una volta che tutti i posti sono stati acquistati.
Da Kochkor a Song-Kul devi necessariamente prendere un taxi. Grab non funziona. Potresti cercare di intercettare altri stranieri diretti al lago per dividere il costo, ma non è la prima opzione che sceglierei.
La cosa migliore è scegliere un campo yurte sulle sponde di Song-Kul prima di mettersi in viaggio e chiedere direttamente alla famiglia ospitante di venirti a prendere a Kochkor. Senza alcuna remora, chiedi anche se abbiano altri ospiti da recuperare quel giorno, così ottimizzano il viaggio e tu ottimizzi il costo.

Io ho diviso il trasferimento con altri due ragazzi e ho pagato 35€ per andata e ritorno. Ci è venuto a prendere direttamente il nonno della famiglia nomade presso cui abbiamo dormito nelle due notti successive.
Il viaggio da Kochkor a Song-Kul è stato piuttosto lungo: 3 ore per circa 50 km. Questo perché, superata Kyzart, la strada praticamente non esiste. Il nostro nonno autista guidava su colline verdissime che sembravano uscite dallo sfondo di Windows XP e lungo i fiumiciattoli. E non credere a chi dice che per arrivare a Song-Kul serva un 4×4: noi ci siamo arrivati con una vecchissima Volkswagen. Al ritorno eravamo addirittura in sei in auto.
Siccome lungo la strada non c’è nulla e una volta arrivata avrai bisogno di tornare verso un centro abitato, si è soliti trattare il prezzo del viaggio per andata e ritorno insieme. Si paga in contanti.
Se invece preferisci muoverti in piena autonomia, puoi noleggiare un’auto a Bishkek — usa Discovercars per confrontare le offerte disponibili e non pagare più del dovuto.
Quale campo nomade scegliere?
Alcuni accampamenti sono stati allestiti esclusivamente per i turisti, ma ci sono ancora famiglie di pastori che vivono l’estate allo stesso modo di sempre. Una buona pratica è scegliere campi con poche tende: non più di cinque o sette, che è già tantissimo considerando che una famiglia che non lavora nel turismo tende a vivere in una o al massimo due yurte.
Io ho scelto, con il mio amico Raffaele, il Rahat Yurt Camp, trovato semplicemente spulciando Google Maps. Siamo stati accolti benissimo.
Abbiamo trascorso due giornate rilassanti, nel silenzio più totale. Abbiamo aiutato la famiglia nella preparazione del pranzo, giocato con i bambini, ammirato i cavalli al pascolo — vederli liberi di correre in una natura così incontaminata è stato emozionante. La famiglia metteva a disposizione i cavalli anche per passeggiate. Abbiamo camminato lungo il lago e nei dintorni senza una direzione precisa. Raffaele è stato persino invitato a bere una tazza di latte salato da una famiglia incontrata per caso.

Ti lascio anche qualche consiglio pratico per vivere al meglio l’esperienza.
Se non parli kirghiso, scarica il traduttore offline. Sia di russo che di kirghiso. Qui è difficile che si parli russo.
Ricorda che il lago si trova a 3000 metri di altitudine. Questo significa che anche in piena estate, nei mesi di luglio e agosto, fa parecchio freddo. La famiglia ti fornirà un bel piumone pesante, ma assicurati di avere maglia e calzamaglia termica, calzettoni di lana, cappellino di lana, un bel pile pesante e giacca impermeabile e calda.
La famiglia provvederà a preparare colazione, pranzo e cena. Ma considera di essere completamente isolato dal resto del mondo. Quindi a Kochkor porta con te acqua in bottiglia a sufficienza per il tuo soggiorno – lì non la troverai – e qualsiasi snack tu possa desiderare o voler avere a disposizione in caso di un attacco di fame.
Ah, porta anche un rotolo di carta igienica e delle salviette intime.
Al Rahat Yurt Camp abbiamo pagato 15€ a notte con colazione inclusa, 5€ per il pranzo e 6,50 € per la cena.
Tappa jolly: le alternative per personalizzare il tuo itinerario
Siccome un itinerario in Kirghizistan di 12 giorni potrebbe avere davvero tantissime tappe differenti, non me la sento di dirti esattamente dove andare. Ma voglio darti qualche spunto che potresti considerare.
1. Lago Kol-Ukok
Partendo da Kochkor – quindi perfetto da inserire dopo due giorni a Songkul – puoi fare un trekking di 2-3 giorni fino al lago Kol-Ukok, un piccolo gioiello nascosto tra le montagne Terskey Ala-Too. È uno di quei posti dove ti sembra di essere l’unica persona al mondo: acqua limpida, panorami alpini e la possibilità di incontrare qualche famiglia nomade lungo la strada. Puoi dormire in tenda o chiedere ospitalità alle famiglie locali. È un’esperienza immersiva e piuttosto selvaggia, ideale se ami la natura e vuoi staccare davvero da tutto.
2. Cholpon-Ata
Sulla sponda nord dell’Issyk-Kul, Cholpon-Ata è diventata più turistica rispetto al sud, ma rimane comunque interessante. Puoi passeggiare sul lungolago, scoprire il parco dei petroglifi e fare una pausa rilassante prima di ripartire. È un buon mix tra natura e cultura locale senza dover sacrificare troppo tempo. Puoi metterla prima di Karakol se fai Bishkek, Cholpon-Ata, Karakol oppure dopo quest’ultima se vieni da Bokonbaevo.
3. Gola di Jeti-Oguz
A due passi da Karakol c’è la spettacolare gola di Jeti-Oguz, famosa per le sue rocce rosse chiamate “sette tori”. Qui puoi fare trekking più o meno lunghi, passeggiare tra prati alpini e goderti panorami che restano impressi nella memoria. Se vuoi, si può salire fino al passo a 3400 metri e dormire in yurte lungo il percorso. Perfetto per chi vuole un mix tra natura e cultura locale senza spostarsi troppo.
Cosa ho fatto io per la mia meta jolly? Ho scelto un villaggio ad ovest del paese per assistere al festival nazionale dei giochi equestri. Ti dico solo che ho impiegato un’intera giornata per raggiungere questo spot da Songkull.
Insomma, la tappa jolly ti permette di personalizzare il viaggio: puoi scegliere tra trekking impegnativi, laghi remoti, panorami spettacolari o una pausa più rilassante in località turistiche come Cholpon-Ata. In ogni caso, aggiunge quel pizzico di avventura e di personalizzazione in più che rende il tuo itinerario solo tuo.
Bokonbaevo: canyon, aquile e vita nomade sul lago Issyk-Kul

Bokonbaevo si trova sulla costa sud del lago Issyk-Kul, il più grande del Kirghizistan e il secondo lago alpino più vasto al mondo dopo il Titicaca. Mentre la sponda nord – da Balykchy a Karakol – sta diventando sempre più turistica (basta guardare a località come Cholpon Ata), la parte sud resta ancora una sorpresa autentica e piacevole, fatta di villaggi tranquilli, paesaggi sconfinati e tradizioni nomadi che qui non sono state trasformate in attrazioni da cartolina.
Bokonbaevo sembra più un grosso villaggio che una città vera e propria, e forse è proprio questo il suo fascino: campi coltivati che si perdono all’orizzonte, le montagne Ala-Too innevate sullo sfondo e un ritmo di vita che scorre lento.
È considerata la capitale culturale della riva sud dell’Issyk-Kul, perché qui puoi davvero scoprire cosa significa essere ospitati in una famiglia kirghisa, assistere a una dimostrazione di caccia con l’aquila, visitare un laboratorio di feltro o semplicemente perderti tra le bancarelle del bazar locale.
Il feltro è uno dei simboli della tradizione nomade kirghisa: con esso si costruiscono le yurte, ma anche i coloratissimi tappeti chiamati shyrdak, ognuno con i suoi motivi geometrici che raccontano storie e simboli. A Bokonbaevo puoi assistere alla lavorazione direttamente in una piccola fabbrica o laboratorio e magari tornare a casa con un souvenir che non troverai in nessun altro posto.
Non mancano i contrasti: nel centro c’è ancora il monumento sovietico ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, mentre poco fuori puoi imbatterti in un’aquila reale appollaiata sul braccio del suo cacciatore, pronta a esibirsi in una tradizione che resiste da secoli.
Inserire Bokonbaevo nel tuo itinerario in Kirghizistan di 12 giorni, ti darà l’occasione di vedere con i tuoi occhi uno dei luoghi più surreali del paese: il Canyon di Skazka, conosciuto anche come fairytale canyon -canyon delle fiabe.
Puoi raggiungere il canyon in 20/30 minuti in marshrutka. Noi avendo dormito anche una notte a ci siamo divertiti a raggiungere Skazka con l’autostop.
La marshrutka ti lascerà ad un chilometro abbondante dall’inizio del canyon. Puoi scegliere di camminare un po’ oppure di fare anche tu l’autostop. Nel caso tu raggiunga lo spot in taxi, questo ti lascerà direttamente all’ingresso.
Non c’è nessun ticket d’ingresso da pagare.
Lo scenario che ti troverai davanti è davvero surreale. Ti ritroverai tra formazioni rocciose rosse scolpite dal vento in forme quasi irreali, un po’ Monument Valley, un po’ Marte. Ci sono quattro o cinque sentieri e passeggiate. Alcune più lunghe e alte di altre. Ma pur facendoli tutti non impiegheresti più di due ore per esplorare tutto.
Dove dormire a Bokonbaevo

A Bokonbaevo l’ospitalità è di casa: ci sono diverse famiglie che aprono le porte ai viaggiatori e l’accoglienza è sempre calorosa.
- Nurgul Guesthouse: leggermente fuori dal centro ma comunque raggiungibile a piedi, è una sistemazione semplice e confortevole. La vera forza, però, è la padrona di casa: gentile, disponibile e pronta a farti sentire parte della famiglia.
- Guesthouse Guljan: un po’ più decentrata, ma compensata da pasti casalinghi da leccarsi i baffi e dalla simpatia della signora che la gestisce. Da qui, al tramonto, si ha una splendida vista sui campi e sulle montagne che circondano il villaggio.
Altre guesthouse apprezzate dai viaggiatori sono Gulmira Guesthouse e Ayim Guesthouse, entrambe ottime scelte se cerchi tranquillità e autenticità.
Dove mangiare a Bokonbaevo
Se vuoi provare il miglior cibo kirghiso della zona, non cercare ristoranti: sarà quasi sicuramente la tua famiglia ospitante a cucinare le colazioni e le cene più buone che mangerai durante il viaggio.
Per il pranzo, invece, puoi fare un salto al caffè Argimak, accanto all’ufficio del CBT. Niente menù da sfogliare: qui si chiede direttamente in cucina cosa c’è di disponibile quel giorno. L’attesa può essere lunga, ma il risultato è genuino e gustoso.
Come arrivare a Bokonbaevo
Da Bishkek partono marshrutka diretti verso Karakol: basta dire all’autista che devi scendere a Bokonbaevo e ti lascerà proprio lì. Il viaggio dura 5-6 ore e costa circa 6/7 €.
Se invece arrivi da Karakol, la tratta è più breve: circa 3 ore, sempre in minibus o taxi condiviso. Se preferisci più comodità, puoi prendere un taxi privato e fare il viaggio senza soste: costa un po’ di più ed è decisamente più noioso!
Se dovessi raggiungere Bokonbaevo da sud, magari proprio da Songkull e dintorni, devi comunque prima raggiungere Kochkor – con l’auto della famiglia ospitante come per il viaggio di andata. Da Kochkor puoi prendere una marshrutkaper Bokonbaevo.
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Cosa fare a Karakol: spiagge, cucina dungan e vita locale

Karakol è quella cittadina che scalpita: non così rumorosa come Bishkek, ma nemmeno troppo remota da sembrare isolata. È incastonata tra montagne che ti urlano “escursione”, vallate verdi e panorami che cambiano ogni volta che sbagli strada… e va bene così. È la base perfetta per chi vuole mescolare natura, cultura e trekking — fosse anche solo per sentire il profumo della legna, vedere la neve in lontananza e mangiare piatti che non trovi altrove.
Arrivando a Karakol sentirai e leggerai spesso la parola dungan: famiglia dungan, cucina dungan, moschea dungan. Ma chi sono esattamente? I Dungan sono discendenti di musulmani cinesi che, alla fine dell’Ottocento, fuggirono in Asia centrale dopo le rivolte contro la dinastia Qing. Si insediarono soprattutto nell’area di Karakol, portando con sé lingua, cucina, tradizioni e un’identità che ancora oggi caratterizza la città.
E infatti, tra le esperienze più belle da fare a Karakol ci sono proprio quelle che ti portano dentro il mondo dungan: una cena in famiglia, per assaggiare piatti tipici serviti a raffica come se non ci fosse un domani, e la visita alla moschea Dungan, costruita interamente in legno senza l’uso di chiodi e con un’architettura che sembra uscita da una Cina in miniatura. Ti dico la verità: all’esterno è davvero scenografica, ma all’interno non è possibile né entrare né sbirciare. Quindi… un po’ di delusione.

Altro must di Karakol è ovviamente il lago Issyk-Kul.
Una cosa che nessun viaggiatore fa è andare sulle spiagge lungo il lago. È una cosa molto comune da fare in estate tra le persone del posto – proprio come da noi andare al mare in estate. Ho passato una giornata intera sulla spiaggia pubblica cittadina: niente di turistico o patinato. Ho preso il bus pubblico per raggiungere la spiaggia, ho pagato per 3€ una tenda igloo – che qui vengono usate molto per riparsi dal sole invece dei classici ombrelloni da spiaggia – e ho trascorso la giornata tra famiglie kirghise che si rilassano, venditori di snack e quell’atmosfera da “se vivessi qui, la mia domenica sarebbe così”. Bellissimo.
Un’altra attività più turistica”, ma comunque divertente, è un giro in kayak sul lago. La scelta più gettonata qui sono le crociere al tramonto, ma io ho un rifiuto politico per qualsiasi cosa abbia a che fare con la parola crociera e un debole dichiarato per il kayak. La decisione quindi è stata facile: due ore a pagaiare su questa immensa distesa blu circondata da montagne.
Passare una giornata sulla spiaggia pubblica di Karakol non è proprio l’attività più popolare tra i viaggiatori poiché la maggior parte delle persone che arriva qui parte subito per trekking di più giorni sulle montagne e nei dintorni.
Per tutto il resto — dalle escursioni in montagna, alle attività sul lago, fino alle esperienze con le famiglie dungan — ti consiglio di affidarti a VisitKarakol. I prezzi sono un po’ più alti della media, ma il servizio è ottimo: parlano bene inglese e puoi scrivergli direttamente su WhatsApp: super disponibili.
Tra le cose da fare a Karakol, la mia preferita è stata provare il piatto tipico della cucina dungan, che non trovi in altre città: l’Ashlan Fu.
L’Ashlan Fu è un piatto freddo a base di spaghetti di riso immersi in un brodo leggermente acido, conditi con striscioline di amido di patate, peperoncino, prezzemolo e un sugo saporito a base di carne.
A Karakol lo trovi praticamente ovunque, ma il posto dove l’abbiamo gustato meglio è stato una specie di mensa senza nome all’interno del Bugu Bazaar. Menù fisso: Ashlan Fu, piroshky e una bevanda, tutto per 1,50 €. Niente servizio al tavolo: ci si siede accanto ad altre persone, condividendo tavoli e chiacchiere, un’esperienza che sa di autentico, come mangiare con la città intera.
Da vedere a Karakol, infine, aggiungerei:
- Cattedrale Ortodossa della Santa Trinità: legno, cupole colorate, viste spettacolari se il cielo è terso. Vale la pena passarci anche per capire il mix culturale di Karakol.
-
Mercato locale degli animali: se sei lì la domenica, svegliati presto. Pastori, cavalli, pecore, trattative animate: un’esperienza autentica che ti mette dentro la vita vera del Kirghizistan.
Il treno panoramico da Balikchy a Bishkek: come organizzarlo

Forse avrai notato che, per tutto il nostro itinerario, abbiamo percorso il lato sud del lago Issyk-Kul. Per tornare a Bishkek, invece, ci spostiamo lungo la sponda nord. Hai due opzioni: prendere una marshrutka diretta da Karakol a Bishkek, oppure spezzare il viaggio come abbiamo fatto noi, scegliendo di salire su uno dei treni panoramici più belli al mondo.
Il procedimento è semplice anche se più lungo: prima un minivan da Karakol a Balikchy, poi alle 19:00 si parte con il treno diretto a Bishkek. Il viaggio dura qualche ora in più rispetto al minivan, ma la bellezza è garantita. Non solo per i panorami mozzafiato che scorrono fuori dal finestrino per più di due ore, ma anche per la cura degli interni del treno, dall’arredamento ai dettagli dei vagoni. Un’esperienza che trasforma un semplice spostamento in un piccolo viaggio nell’eleganza d’altri tempi.
Nel tempo di tre, quattro ore che ti avanza a Balikchy, in attesa del treno, puoi esplorare la bellissima e vivace spiaggia Green City. C’è una bellissima promenade, diversi stand dove mangiare, bere qualcosa di fresco, sentire musica, giocare a beach volley.
CBT in Kirghizistan: cos’è, come funziona e i suoi limiti
Un’altra cosa che leggerai spesso, organizzando il tuo itinerario in Kirghizistan di 12 giorni, è CBT.
Il CBT, o Community-Based Tourism, è un sistema pensato per collegare i viaggiatori ai villaggi locali, permettendo di prenotare alloggi in yurte, escursioni, trekking, cavalli e persino trasporti con la comunità. In teoria è fantastico: sostieni i villaggi – i soldi vanno realmente e direttamente alle famiglie – vivi esperienze autentiche e organizzi tutto in modo più semplice – almeno in teoria.
La mia esperienza però è stata… un po’ più complessa. Ho scritto decine di volte a diversi CBT prima del viaggio, ma quasi nessuno mi ha risposto, e chi lo ha fatto non è riuscito a trovare né un alloggio né un driver. Dalla mia esperienza ho capito che il CBT funziona davvero solo quando ci sei sul posto: arriva al villaggio, bussa alla porta del CBT locale e prenoti direttamente alloggio o driver.
Questo sistema può essere utile, ma ha i suoi limiti: ad esempio, se vuoi dormire in una famiglia nomade a Song-Kul, dovresti prima passare da Kochkor e chiedere direttamente lì, il che significa perdere almeno un giorno in città solo per organizzare l’alloggio e il trasporto. Per me è stato un compromesso: il CBT è un ottimo strumento per chi vuole autenticità, ma non sostituisce del tutto l’autonomia del fai-da-te. Il consiglio? Combina i due approcci: pianifica i tuoi spostamenti in autonomia e usa il CBT una volta arrivata. O meglio, contatta i CBT ma tieni pronto un piano B, fai da te, se non dovessi ricevere risposta.
Tutti i contatti dei CBT locali li trovi QUI.
Idee extra per il tuo itinerario in Kirghizistan: festival, trekking e cavalli
Se vuoi rendere il tuo itinerario in Kirghizistan di 12 giorni ancora più unico, ci sono alcune attività che vale davvero la pena considerare.
Per esempio, i festival locali: se le date coincidono, puoi inserire nel viaggio uno dei grandi eventi come i World Nomad Games o i festival equestri a Bokonbaevo. Io, per la mia tappa jolly, ho scelto di passare a Kyzyl-Oi, un villaggio grande quanto il mio condominio, dove però si teneva il festival dei giochi equestri, e ho avuto l’occasione di assistere ad una partita di kok-boru, lo sport nazionale (polo con la capra morta). Un’esperienza incredibilmente particolare e spettacolare.
Ti consiglio di dare un’occhiata al programma annuale dei festival, perché cambiano ogni anno: con un po’ di organizzazione puoi inserirne uno senza stravolgere il resto del viaggio.
Un’altra idea che adoro — e che penso di rifare appena avrò modo — è raggiungere il lago Song-Kul a piedi, con un trekking di circa tre giorni, invece che con un taxi di tre ore. Lo puoi fare dormendo in tenda o chiedendo ospitalità e cibo alle famiglie nomadi lungo la strada. Lo stesso percorso può essere fatto anche a cavallo. Per questo ti suggerisco di contattare la proprietaria dell’hotel Kyzart, che ho conosciuto personalmente in un momento di difficoltà. Mi ha aiutata e, per puro caso, ho scoperto che organizza attività bellissime e super autentiche.
Per chi ama la montagna in modo più serio, si può valutare di aggiungere una deviazione verso Osh, dedicandole un giorno prima di salire sul Lenin Peak, il 7000 più accessibile e facile del mondo. Immagino sia un’esperienza adrenalinica per gli amanti del settore.
Insomma, il bello del Kirghizistan è che puoi adattare ogni itinerario ai tuoi interessi: mix di natura, cultura e avventura, senza sentirti mai in fretta o obbligato. Basta avere un po’ di elasticità nei tempi e tanta curiosità.
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Alessia, è stato un piacere leggerti. Stavo immaginando un viaggio anche io in Kirghizistan ed ho alcune domande per te. Per tutto il periodo del viaggio hai mantenuto la base a Bishkek o ti sei sempre portata il bagaglio con te? In che stagione sei andata e che tipo di bagaglio hai portato con te? Lo hai ritenuto un posto sicuro per viaggiare sola? Grazie, Serena
Ciao Serena, grazie per il tuo messaggio. Io mi sono spostata sempre con il mio bagaglio, non ho fatto base a Bishkek. Ho viaggiato, come sempre, con uno zaino decathlon da 40 litri che spesso mi passa anche come bagaglio a mano (cerco di restare in 8/10kg) + un piccolo zainetto. Sono andata giugno e luglio. Il kirghizistan cosi come anche il kazakistan sono posti super sicuri, mi sono sentuita sempre molto serena anche viaggiando come donna in solitaria.