Cosa vedere in Kazakistan 2026: 10 esperienze da non perdere

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Capire cosa vedere in Kazakistan ben prima di partire ti può salvare da una frustrazione che, ahimè, conosco bene: tornare a casa e scoprire, solo a posteriori, uno spot assurdo e bellissimo o un’esperienza interessante di cui non sapevi nulla.

Questa guida aggiornata al 2026 nasce con questo scopo: parlarti delle 10 esperienze e attrazioni più iconiche e imperdibili del Kazakistan, dai siti UNESCO alle riserve naturali, pensata per aiutarti a costruire un itinerario intelligente in base ai tuoi interessi, senza sprecare tempo o soldi.

Assicurazione di viaggio per il Kazakistan

Prima di pensare a cosa vedere in Kazakistan, dove dormire e come spostarsi — parliamo della prima cosa a cui dovresti pensare: l’assicurazione di viaggio. In Kazakistan ancora di più: siamo in Asia Centrale, le distanze sono enormi, l’inglese lo parlano in pochissimi e se succede qualcosa non vuoi trovarti senza copertura a mille chilometri da tutto.

Quella che uso e consiglio è Heymondo — italiana, assistenza h24, non devi anticipare le spese e copre le zone più remote del mondo. Ho uno sconto del 10% Heymondo per te. Se la usi, ricevo una piccola commissione — te lo dico chiaramente, come faccio sempre.

Treno sovietico in Kazakistan: lento, autentico e assolutamente da fare

Se vuoi vivere un’esperienza davvero autentica, locale, sostenibile e diversa in Kazakistan, salire su un treno sovietico è tra le cose da fare in Kazakistan. Giuro che non lo dico solo perché sono lo Sheldon Cooper dei viaggi in treno!! Non si tratta solo di spostarsi: viaggiare in Kazakistan su un vecchio treno sovietico è un tuffo nella storia e nella cultura locale, tra vagoni che sembrano fermi nel tempo, paesaggi infiniti e incontri casuali con kazaki di ogni età. È un modo unico per sentire davvero l’immensità del paese e osservare il contrasto tra città moderne e steppe infinite. Se stai costruendo il tuo itinerario e vuoi capire come incastrare gli spostamenti in treno con le altre tappe, ho scritto una guida completa con un itinerario di 2 settimane in Kazakistan che potrebbe tornarti utile.

Il Green Bazaar di Almaty: dove mangia davvero la gente del posto

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La prima cosa che vado a cercare in ogni nuova città? Ovviamente il mercato. Per me è il cuore pulsante di qualsiasi posto: in poche bancarelle riesci a trovare secoli di storia, usanze e tradizioni. E poi, parliamoci chiaro, per i viaggiatori affamati e curiosi (sì, sto parlando di me) i mercati sono una tentazione continua. Senza contare che sono anche un paradiso per chi ama scattare fotografie autentiche e fuori dai soliti paesaggi o foto in posa.

Se vuoi davvero respirare l’anima del Kazakistan, il Kök Bazaar, il cosiddetto bazaar verde di Almaty, è il posto giusto. Io l’ho adorato così tanto che ci sono tornata a pranzare tre volte – e no, non me ne vergogno minimamente. È un mercato completamente diverso da quelli a cui ero abituata nel sud-est asiatico: niente urla assordanti, niente sporcizia ovunque. Qui è tutto più ordinato, ma senza perdere quella vivacità fatta di suoni, colori e profumi che ti investono appena entri.

A prima vista sembra regnare il caos, ma basta salire al piano superiore per accorgersi che c’è un ordine preciso: da una parte la carne, dall’altra frutta e verdura, poi formaggi, frutta secca, spezie, tè ed erbe medicinali. La struttura stessa, in stile costruttivista sovietico, con i suoi grandi lucernai, dà l’impressione di passeggiare dentro un museo trasformato in mercato.

E la varietà di prodotti è pazzesca. Qui trovi davvero di tutto, arrivato da ogni angolo dell’Asia Centrale: il kymyz, il famoso latte di giumenta fermentato; la carne di cavallo; i kurut, quelle palline bianche di formaggio essiccato; montagne di albicocche secche dal Tagikistan e dall’Uzbekistan; e persino succo di melograno spremuto al momento.

Insomma, il Green Bazaar è anche un’ottima scusa per mangiare bene. In uno dei piani superiori ho mangiato un ottimo plov ed un lagman spettacolare, una zuppa di noodles lunghi tirati a mano e conditi con carne e verdure, tipica della cucina uigura e dungan.


Stai organizzando QUESTO VIAGGIO?

Hai già un’idea in testa ma non sai se ha senso.
Ti chiedi se i tempi reggono, se stai saltando qualcosa di importante,se stai cadendo
nelle solite trappole turistiche. Io quel viaggio l’ho già fatto, possiamo costruire il tuo insieme  ◡̈ 

Laghi Kolsay e Kaindy: come visitarli (e perché vale la pena fermarsi)

Se hai un fuoristrada e qualche giorno libero, i dintorni di Almaty offrono alcuni dei paesaggi più spettacolari del Kazakistan. A cominciare dallo Charyn Canyon, un vero colpo d’occhio: gole rosse scolpite dal vento che sembrano opera di giganti e panorami che cambiano colore a ogni ora del giorno. Non serve essere super escursionisti per goderselo: basta una passeggiata di un paio d’ore lungo i sentieri principali per riempirsi gli occhi. Se riesci, fermati fino al tramonto: i giochi di luce sulle rocce sono qualcosa che non si dimentica.

Proseguendo, i laghi Kolsay e Kaindy sono il motivo per cui tanti viaggiatori decidono di fermarsi ad Almaty qualche giorno in più. I Kolsay sono perfetti se cerchi pace, natura e trekking, mentre Kaindy è famoso per il suo lago fantasma, con i tronchi degli alberi che emergono dall’acqua turchese: sembra davvero una cartolina di National Geographic.

Sono luoghi che ti catapultano in paesaggi così surreali e che, ancora una volta, ti fanno sbalordire dell’intelligenza emotiva e dell’istinto di sopravvivenza della natura stessa. Quando arriverai lì, capirai a cosa mi riferisco.

Se non hai un fuoristrada, non preoccuparti: puoi partecipare a un’escursione organizzata. Anche se esistono tour giornalieri che includono sia il canyon che entrambi i laghi, il mio consiglio è di optare per i tour di due giorni. In questo modo eviti di passare ore in macchina, ti godi moooolto di più il paesaggio e magari hai l’occasione di dormire in una yurta, la tipica abitazione dei nomadi dell’Asia centrale.

E se invece hai poco tempo o un budget più ristretto, non disperare: a soli 15 km da Almaty trovi il Grande Lago di Almaty (Bolshoe Almatinskoe Ozero). Un lago alpino a 2.500 metri di altitudine, con acqua di un turchese quasi irreale e montagne che sembrano dipinte a fare da cornice.

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Deserto di Mangystau e Montagne Tiramisù: il Kazakistan che sembra un altro pianeta

Se ti piacciono i paesaggi che sembrano arrivare da un altro pianeta, allora il deserto del Mangystau ti farà letteralmente perdere la testa. È una delle zone più remote del Kazakistan, un mare infinito di rocce e sabbia, modellato dal vento e dal tempo, dove i colori cambiano dal bianco al rosso, fino a sfumature rosate che al tramonto diventano pura magia.

Il pezzo forte? Le Kyzylkup Hills, meglio conosciute come Montagne Tiramisù. E no, non è un nome inventato da qualche blogger affamato: si chiamano così davvero perché i loro strati alternati di rocce bianche, beige e marroni ricordano proprio le cucchiaiate di uno dei dolci più famosi al mondo. Quando ci arrivi davanti, non sai se tirare fuori la macchina fotografica o la forchetta.

Mangystau non è solo bello: è anche uno di quei posti che ti fa sentire minuscolo davanti alla potenza della natura. Qui non trovi folle di turisti, anzi, il silenzio è talmente surreale che quasi ti rimbomba nelle orecchie. L’unico consiglio è di organizzarti bene: le distanze sono enormi, i collegamenti praticamente inesistenti e senza un fuoristrada diventa complicato muoversi.

Ma se decidi di affrontare il viaggio fino a qui, sono sicura che sarà una delle esperienze più indimenticabili del Kazakistan – e avrai tutta la mia invidia.

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Poligono nucleare di Semey: visitare la storia più scomoda del Kazakistan

Se c’è un luogo in Kazakistan che ti lascia addosso più domande che risposte, quello è senza dubbio il poligono nucleare di Semey (ex Semipalatinsk). Qui, in piena epoca sovietica, sono stati condotti centinaia di test nucleari che hanno cambiato per sempre la vita di chi abitava la zona e che ancora oggi lasciano dietro di sé un silenzio pesante, quasi irreale. Camminare in questi spazi vuol dire fare un salto dentro la storia più cruda e scomoda del Novecento.

Per ovvie ragioni, il poligono non è un posto in cui puoi entrare da solo: serve una guida certificata e un permesso ufficiale. Nulla di impossibile da ottenere, ma i costi non sono per nulla bassi e le distanze sono enormi: qui parliamo di centinaia di chilometri di steppa da macinare. Ci sono escursioni di una giornata o di due, ma in entrambi i casi la spesa non è proprio da “gita fuori porta”.

Il trucco migliore? Cercare una guida locale e provare a condividere l’escursione con uno o due altri viaggiatori, così da dividere i costi. Non solo ti alleggerisci il portafoglio, ma avrai anche compagnia in un posto che, fidati, non è proprio il massimo da visitare in solitaria.

Semey, però, non è solo il poligono: la città ha un passato culturale importante ed è legata a figure storiche come Dostoevskij, che qui trascorse parte del suo esilio. Insomma, anche senza andare nel cuore del sito nucleare, è un luogo che merita una sosta per capire un pezzo fondamentale della storia kazaka e, soprattutto, per riflettere sul prezzo che certe scelte politiche hanno fatto pagare a intere generazioni.

Io non sono riuscita a sostenere i costi di questa escursione che avrei tanto voluto fare, ma mi sono rivolta al team di againstthecompass siccome seguo con ammirazione e stima, da anni, il lavoro del suo fondatore.



Lago d’Aral: cosa rimane di uno dei più grandi disastri ambientali del mondo

Se c’è un posto che solo a guardare le foto ti stringe lo stomaco appena lo vedi, quello è il Lago d’Aral. O meglio, quello che ne rimane. Un tempo era uno dei laghi più grandi del mondo; oggi invece è il simbolo di uno dei più grandi disastri ambientali causati dall’uomo. Il livello dell’acqua si è ritirato così tanto che intere città di pescatori si sono ritrovate improvvisamente senza lago, con le barche arenate nel nulla e le navi arrugginite che spuntano dalla sabbia come fantasmi del passato.

Ad Aralsk, che un tempo era un porto vivo e rumoroso, oggi si trovano soltanto malinconia e silenzio interrotto dal vento. Camminare tra quei relitti arrugginiti è un’esperienza – anche questa – estremamente costosa ma di grande impatto sulla coscienza del viaggiatore, o almeno lo spero.

Immagino sia un posto che non ha nulla di “bello” nel senso classico del termine, ma che ti resta addosso più di tanti altri panorami da cartolina.

Raggiungere il Lago d’Aral non è semplicissimo: anche qui ci sono tanti chilometri di steppe da attraversare, ma il viaggio è parte integrante dell’esperienza. Non aspettarti comodità o infrastrutture turistiche: qui vieni per capire, per osservare, per riflettere.

Io avevo messo un annuncio su indyguide, dove puoi trovare guide eccezionali sparse in tutta l’Asia centrale, ma purtroppo non avevo trovato nessuno con cui dividere la spesa dell’esperienza che , anche qui, era di 500€ per un giorno passato principalmente in macchina. Tra l’altro, non era scontato avere la guida che parlasse inglese e mi era stato detto che non avrei trovato persone locali con cui interagire. Ho deciso quindi a malincuore di non spendere quei soldi… soprattutto se significava viaggiare in auto per una giornata intera, con cinquanta gradi percepiti, senza una guida che potesse raccontarmi e spiegarmi.

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Dormire in una yurta in Kazakistan: come funziona davvero

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Dormire in una yurta, la tipica tenda circolare dei popoli nomadi dell’Asia Centrale, è una di quelle esperienze che ti restano in testa anche dopo anni. Io l’ho già provata in Kirghizistan e in Mongolia, ma resta sempre speciale: il profumo del feltro, le decorazioni colorate, il fuoco al centro che scalda ma fa anche da cucina. In Kazakistan, molte famiglie aprono le porte delle loro yurte ai viaggiatori, offrendo non solo un letto ma anche un tuffo nella loro quotidianità fatta di pasti condivisi, ospitalità sincera e dolce far niente. Almeno per noi viaggiatori eh, perché loro invece sono sempre a lavorare tra le mandrie di cavalli, agnelli, gestione della yurta e faccende domestiche. Se vuoi capire cosa significa davvero dormire tra i nomadi dell’Asia Centrale, ho raccontato la stessa esperienza in Kirghizistan — un paese che per certi aspetti ti dà ancora di più di questo punto di vista.

Se stai pensando di combinare Kazakistan e Kirghizistan nello stesso viaggio — cosa che ti consiglio caldamente — ho scritto tutto quello che devi sapere per attraversare il confine tra i due paesi senza sorprese.


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Mausoleo di Khoja Ahmed Yasaui a Turkestan: il cuore spirituale del Kazakistan

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Turkestan si trova il Mausoleo di Khoja Ahmed Yasaui, riconosciuto dall’UNESCO e considerato uno dei più importanti centri religiosi dell’Asia Centrale. Yasaui fu un mistico sufi venerato in tutta la regione e ancora oggi pellegrini da ogni angolo del Kazakistan (e non solo) arrivano qui per pregare e rendere omaggio.

L’edificio, commissionato addirittura da Tamerlano nel XIV secolo, è un capolavoro incompiuto: cupole imponenti, piastrelle turchesi che brillano al sole e un’architettura che ti lascia davvero senza parole. Camminarci dentro è come fare un salto nel passato e percepire quanto fosse vivo, già allora, il legame tra fede, cultura e potere.

Io non ho amato molto la città e l’esperienza in sé, perché la stanno trasformando troppo in una moderna e un po’ finta copia di quello che doveva essere un caravanserraglio dell’epoca. Il moderno che cerca di sembrare antico, con tanto di centro commerciale e parco giochi, secondo me, non è il massimo. Detto questo, il Mausoleo merita davvero una visita e passeggiarci all’interno è un’esperienza bellissima. Ovviamente, al tramonto tutto diventa ancora più suggestivo.

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Riserva di Aksu-Zhabagly: trekking e natura selvaggia ai piedi del Tien Shan

La Riserva di Aksu-Zhabagly, ai piedi delle montagne Tien Shan, è la più antica del Kazakistan e un vero concentrato di biodiversità: lupi, orsi bruni, leopardi delle nevi, aquile e centinaia di specie di piante e uccelli endemici.

I sentieri principali permettono di esplorare senza trekking estenuanti, tra gole, fiumi e praterie alpine, e ci sono opzioni di escursioni di un giorno o di due. Alcune zone più remote richiedono la guida di un esperto locale, ma anche i percorsi accessibili offrono un’ottima immersione nella natura e scorci perfetti per fotografie spettacolari.


Cucina kazaka: cosa mangiare in Kazakistan (e cosa provare almeno una volta)

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Se sei vegetariano e stai organizzando un viaggio fai da te in Kazakistan, lasciamelo dire, ma non avrai vita facile. Qui la parola d’ordine è carne, carne e ancora carne, e se non sei pronto a sporcarti le mani… beh, il beshbarmak ti spiazza subito. Letteralmente “cinque dita”: noodles larghi e morbidi serviti con carne di cavallo o montone bollita, da mangiare rigorosamente con le mani. No, non scherzo. Non è male ma io già non amo la carne, quella di cavallo non rientra nelle mie corde.

Ma assaggiare tutto il cibo tipico di queste zone è una delle cose da fare in un viaggio in Kazakistan. Senza dubbio.

Puoi riprenderti dal beshbarmak con lo shashlik, spiedini di carne marinata alla griglia, succosi e impossibili da rifiutare.

E infine… il pezzo forte per i coraggiosi: il kumis, il latte di giumenta fermentato. Il primo sorso è un’esperienza che definire “particolare” è riduttivo. Alcuni lo adorano, altri fanno finta di sorridere mentre cercano un secchio nelle vicinanze. Io dico solo: se osi provarlo, almeno fallo con stile e davanti a un tramonto mozzafiato, così almeno hai qualcosa di poetico da raccontare mentre ti chiedi che diavolo stai bevendo.

In Kazakistan si mangia con gusto, senza fronzoli e con la certezza che il pranzo e la cena saranno sempre un’avventura. E se sei pronto ad abbracciare la carne in tutte le sue forme, allora… benvenuto nel paradiso culinario più insolito dell’Asia centrale.

Queste sono le cose da fare e vedere in Kazakistan – ma ce ne sarebbe ancora qualcuna.

Non è tutto facile: le distanze sono lunghe e alcune esperienze costose, ma se sei pronto a organizzarti bene, condividere escursioni e aprire la mente, il Kazakistan ti restituisce ogni chilometro percorso con storie incredibili e panorami che non dimentichi. E alla fine, questo è quello che conta davvero.


Stai organizzando un viaggio in Kazakistan e hai ancora dubbi sull’itinerario, sugli spostamenti o sulla logistica? Lavoro solo sulle destinazioni che conosco davvero — e il Kazakistan è una di quelle. Scopri come funziona la mia consulenza di viaggio.

Domande frequenti su cosa vedere in Kazakistan

Quali sono le esperienze più iconiche del Kazakistan?
Le 10 esperienze più iconiche del Kazakistan includono il viaggio in treno sovietico, il Green Bazaar di Almaty, i laghi Kolsay e Kaindy, il deserto di Mangystau con le Montagne Tiramisù, il poligono nucleare di Semey, il Lago d’Aral, dormire in una yurta, il Mausoleo UNESCO di Turkestan, la Riserva di Aksu-Zhabagly e la cucina kazaka.


Vale la pena visitare il Lago d’Aral?
Sì, ma con aspettative chiare: non è un posto “bello” nel senso classico del termine. È il simbolo di uno dei più grandi disastri ambientali causati dall’uomo, con navi arrugginite che spuntano dalla sabbia. Un’esperienza di grande impatto emotivo che ti resta addosso più di tanti panorami da cartolina.


È possibile dormire in una yurta in Kazakistan?
Sì — molte famiglie kazake aprono le porte delle loro yurte ai viaggiatori, offrendo pasti condivisi e un’immersione autentica nella vita nomade. È una delle esperienze più genuine che puoi fare in Asia centrale.


Cosa mangiare in Kazakistan?
I piatti tipici da provare sono il beshbarmak, noodles con carne di cavallo o montone da mangiare con le mani, lo shashlik, spiedini di carne marinata alla griglia, il lagman, zuppa di noodles tirati a mano, e il kumis, latte di giumenta fermentato per i più coraggiosi.


Il poligono nucleare di Semey è visitabile?
Sì, ma serve una guida certificata e un permesso ufficiale. I costi non sono bassi e le distanze sono enormi. Il consiglio è di cercare una guida locale e condividere l’escursione con altri viaggiatori per dividere le spese.

Non fare affidamento su internet e sui WiFi come fareste in Europa. Io ho viaggiato con un eSIM Airalo con il 10% di sconto con il codice PRENDOEPARTO10.
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Noleggiare auto con DiscoverCars
Escursione guidata al lago Kolsay e Kaindy
Escursione guidata nella zona del Mangystau

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Non è una newsletter di consigli di viaggio. È una cartolina — quella che ti mando una volta al mese dalla mia testa. Con cui ti condivido quello che sto pensando, quello che ho visto, quello che mi ha sorpreso o fatto incazzare durante i miei viaggi. Appunti e riflessioni sui posti e sulle persone che li abitano. Per chi viaggia con la testa oltre che con le gambe.

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