È possibile viaggiare nel mondo lavorando e tagliando di molto le spese? Domanda al limite tra utopia e realtà. Chi non ha pensato almeno una volta nella vita di mollare tutto e viaggiare? Magari sognando un semplice anno sabbatico per vivere una di quelle esperienze che, comunque vadano, rimarranno per sempre nella mente e nel cuore. L’avventura di una vita, quella che da sola vale il prezzo del biglietto.
Tuttavia, spesso la vita ci impedisce di farlo, sia per questioni economiche che di tempo. Ma cosa succederebbe se si potesse viaggiare e lavorare contemporaneamente, ovunque nel mondo?!
Nell’articolo vedremo come viaggiare nel mondo lavorando e fare esperienze uniche senza dover mollare tutto, cambiare lavoro e vita !!
Come iniziare a viaggiare nel mondo lavorando – e risparmiando tanti soldi!
Per viaggiare e lavorare contemporaneamente esistono diverse opzioni tra cui scegliere:
- Lavorare come freelancer
- Essere un Blogger (eccomi, io ci sto provando 🦸🏼♀️)
- Content Creator
- Nomade digitale
- Facendo volontariato
Quasi tutte queste opzioni prevedono però di imparare un nuovo mestiere e non sono quindi soluzioni immediate per la maggior parte delle persone, che con grande probabilità svolgono già un altro lavoro. E poi chi ha detto che tutti desiderano mollare ogni cosa e cambiare vita? C’è anche chi cerca semplicemente di fare un viaggio o un’esperienza di vita più lunghe, più intense e più sostenibili economicamente.
In ques’ultimo caso non serve reinventarsi e trasformarsi in un nomade digitale ma bastano una grande dose di curiosita e adattabilità.
Il modo più facile ed immediato per viaggiare nel mondo lavorando, senza stravolgere la propria vita in toto – ripetiamolo! – è tramite lo scambio lavoro.
Un sistema grazie al quale puoi ottenere vitto e alloggio ovunque nel mondo in cambio di qualche ora di lavoro al giorno. Non male, vero? Adesso ti spiego tutto 🙆🏼♀️
Cos’è lo scambio lavoro?
Lo scambio lavoro fa parte di quella che potremmo chiamare sharing economy, l’economia della condivisione. Un sistema che ha alla base l’idea di condividere piuttosto che possedere, di utilizzare ciò che gli altri non utilizzano e soprattutto di fidarci di uno sconosciuto grazie alle esperienze di chi è passato prima di noi.
Una rivoluzione che ha reso più accessibile ciò che prima era privilegiato e solitario: il viaggiare.
Sì perchè uno dei vantaggi principali dello scambio lavoro è la possibilità di viaggiare con dei costi più contenuti – soprattutto per lunghi periodi – vivendo però anche esperienze incredibilmente autentiche, senza passare per costose agenzie intermediare e restituendo qualcosa alla comunità che ci accoglie.
Ma come funziona lo scambio lavoro?
Le regole del gioco sono chiare: si riceve alloggio – e molto spesso anche vitto – in cambio di quattro massimo cinque ore di lavoro per cinque giorni a settimana. Tutto il resto del tempo lo puoi usare a tuo completo piacere – esplorare i dintorni, studiare, approfondire hobby, conoscere nuove persone.
Dove trovare offerte di scambio lavoro per viaggiare nel mondo lavorando?
Di siti, dove trovare opportunità per viaggiare nel mondo lavorando, ce ne sono davvero tanti: dai celebri Workaway e Worldpackers, leader indiscussi del settore, a Wwoof, ch si occupa di lavori nelle fattorie biologiche, passando per alternative addirittura gratuite quali HelpX e VolunteerBase, con molti altri esempi nel mezzo.
Tutte le piattaforme disponibili funzionano più o meno allo stesso modo: ci si può registrare al sito sia come volontari sia come host. Gli host -ossia quelli che ospitano- creano una pagina con la propria proposta, cosa cercano e cosa offrono in cambio, mentre i volontari possono proporsi dopo aver a loro volta creato un profilo.
⚠️ Sulle varie piattaforme è possibile visualizzare tutte le esperienze disponibili nel mondo ma non puoi contattare gli host fin quando non sottoscrivi un’abbonamento, tipicamente annuale.
Workaway: quello famoso
Tra tutte le piattaforme per viaggiare nel mondo lavorando, ad oggi esistenti, la più famosa e frequentata è senza dubbio Workaway. Nata nel 2002 ha impiegato diversi anni per diventare efficiente e conosciuta in tutto il mondo ma ad oggi rimane la piattaforma numero uno per opportunità di questo tipo.
Come funziona Workaway
Ad oggi Workaway prevede due tipi di account: quello per un viaggiatore singolo dal costo di 49€ all’anno e quello per chi chi viaggia in coppia -amici, compagni, parenti non ha importanza – dal costo di 59€ all’anno. Ha sviluppato anche un’ applicazione per cellulare abbastanza performante e comda.
Ti basta collegarti al sito ufficiale, creare un profilo in cui racconti di te e di come puoi essere d’aiuto. Tramite il portale, potrai poi cercare il progetto di scambio lavoro che più ti interessa e proporti.
Workaway vanta un database a dir poco immenso, è presente infatti in circa 170 paesi. A volte però il troppo storpia. Io ho trovato infatti la mia gallina dalle uova d’oro in Worldpackers.
Worldpackers: lo scambio lavoro con il supporto di un’agenzia
Secondo a Workaway solo per fama, Worldpackers è un sito dalle potenzialità immense, nonché il mio preferito in assoluto per quello che riguarda lo scambia lavoro.
È infatti una piattaforma ricca e completa, che sembra aver imparato dagli errori di Workaway per migliorarsi e potenziarsi. A differenza di Workaway infatti tutti gli host che pubblicano un’offerta di lavoro ed ospitalità sono ben verificati, uno ad uno, prima di essere inseriti sulla piattaforma il ché aggiunge un elemento di sicurezza in più. Ma sopratutto fa sì che le probabilità di ricevere risposta, quando contatti un host, siano molto più alte rispetto a Workaway. Come se non bastasse Worldpackers dispone anche di un servizio clienti eccellente ed offre un’assicurazione per il volontario. Non sto parlando di un’assicurazione medico sanitaria – Io non parto mai senza la mia assicurazione di viaggio Heymondo – ma di un’assicurazione che copre fino a tre notti in ostello qualora avessi qualsiasi tipo di problema o incomprensione con il tuo host e avessi necessità di lasciare l’alloggio.
Anche per Worldpackers è necessario sottoscrivere un abbonamento annuale sul costo del quale ho ottenuto uno sconto di 10$ da regalare ai miei lettori– pagherai cosi 35€ anzichè 45€.

Wwoof: viaggiare lavorando, ma in fattoria!
Lavora come i precedenti Workaway e Worldpackers ma è focalizzato esclusivamente sul lavoro nelle fattorie biologiche. Se il tuo interesse è proprio quello di viaggiare nel mondo o in Italia lavorando nell’ambito di agricolutura e permeacultura Wwoof è perfetta. È, infatti, un movimento mondiale che mette in contatto fattorie e progetti rurali con aspiranti volontari offrendo a quest’ultimi in cambio del loro aiuto vitto e alloggio.
Rispetto alle piattaforme precedenti le modalità e le quote di iscrizione cambiano da paese a paese.
Altri modi per viaggiare lavorando e riducendo le spese
Altri modi molto interessanti di per viaggiare nel mondo lavorando, e quindi abbattendo i costi sono Au Pair e House Sitting.
Au Pair è un vero e proprio lavoro che ti permette di viaggiare. Si tratta di un programma che consente a neodiplomati di vivere all’estero con una famiglia ospitante, imparando la lingua e la cultura del paese ospitante.
L’au pair di solito lavora circa trenta ore a settimana e si occupa della cura dei bambini, portandoli a scuola, preparando i pasti e giocando con loro. In cambio, la famiglia ospitante fornisce alloggio, cibo e una piccola somma di denaro per le spese personali. Prevede però conoscenze di base della lingua del paese ospitante e un certo livello di esperienza nella cura dei bambini.
Potresti valutare anche di non scambiare il tuo tempo e le tue abilità ma piuttosto la tua casa. Ci sono siti web, tra cui Home Exchange, che offrono la possibilità di scambiare casa con altre persone in tutto il mondo. In questo modo si può visitare un nuovo luogo e vivere come un locale, risparmiando sui costi di alloggio.
Perché lo scambio lavoro è il miglior modo per viaggiare nel mondo lavorando?
Viaggiare gratis in cambio di qualche ora di lavoro, è stata una delle scoperte che mi hanno cambiato la vita e il viaggio. Io stessa l’ho usato diverse volte per fare cose che altrimenti non avrei mai fatto restando in Italia o partendo per una semplice vacanza. Ma è stata anche l’occasione per approfondire e migliorare alcune mie passioni – ad esempio la fotografia e lo studio dello spagnolo – ma anche per imparare nuove competenze, arricchendo cosi il mio curriculum.
Ho imparato l’intero processo di lavorazione del cocco a casa di una famiglia vietnamita sulle sponde del Mekong, ho insegnato inglese a bambini di un villaggio galleggiante in Cambogia. Ho aiutato una famiglia berbera a costruire una casbha nel deserto del Sahara. Insomma ho vissuto più vite in solo un’anno!
Cosa ne dici? Hai mai preso in considerazione di viaggiare cosi? O magari hai, anche tu, già viaggiando lavorando in cambio di vitto e alloggio. Fammelo sapere nei commenti.